La Storia

Il Panificio Palumbo nasce, nel 1937, dall’iniziativa di nonna Maria Addolorata Annese che, per far fronte alle vitali esigenze di una famiglia numerosa, pensa di trasformare l’arte casalinga delle massaie in una vera e propria attività artigianale.

 

Il nonno Michele, figlio del maestro Francesco (ceramista nelle botteghe di Grottaglie alla fine dell’ ‘800), spinto probabilmente più dalla passione nei confronti della moglie Maria Addolorata che dalla possibilità di un reale ritorno economico, aveva pensato di impiantare a Cisternino, all’inizio del ’900, l’arte appresa dal padre.

 

Come previsto dal padre Francesco, Cisternino non si rivelò tra i luoghi più indicati per la produzione di ceramiche di pregiata finitura, quali erano  abituati a produrre, e  il ritorno economico non ci fu mai, anzi, alla prima produzione di terrecotte, si dovette registrare il  tracollo finanziario della famiglia.

da sinistra - Nonno Michele e Nonna Maria Addolorata

da sinistra

 Zio Francesco,

 Nonno Michele

e Papà Ciro

Per far fronte all’avvenuto disastro economico, Maria Addolorata decide di  prendere in affitto un vecchio forno di proprietà di "Don Ciccio" Devitofranceschi, dove, sostenuta dal marito e dai figli maggiori (Francesco, Filomena,  Anna), dà origine alla prima generazione di panificatori Palumbo.

 

In un paio d’anni dall'avvio, il vecchio forno comincia a rendere bene, ma "Don Ciccio" pensò di rientrarne in possesso, costringendo la famiglia a cercare una nuova sede per la sua attività.

 

Dopo aver finalmente stilato il contratto per l’acquisizione di un nuovo forno, lo scoppio della seconda Guerra Mondiale blocca la consegna del nuovo impianto, che avverrà, di fatti, solo nel 1950.

 

Nel frattempo crescono anche gli altri figli di nonna Addolorata, tanto che, alla nuova apertura, nelle attività del panificio si associa, ai figli maggiori, il restante della truppa (Andrea, Maria Scala, Antonio e Ciro).

Passano gli anni e ognuno dei fratelli segue la propria strada, lasciando in eredità il panificio a Ciro, il più piccolo dei fratelli che, fino agli anni ’70, sarà sempre sostenuto dall'aiuto dei genitori.

Con Ciro ha inizio la seconda generazione di panificatori e anche il periodo più florido per il Panificio Palumbo, pur con alterne vicissitudini.

Nel 1989 il Panificio, al cui interno con papà Ciro, sua moglie Antonia e il figlio Teo prestano la loro opera numerosi collaboratori, per problemi di carattere finanziario, estranei all’azienda, deve registrare un’altra battuta di arresto e il forno creato nel 1950 viene chiuso.

sempre da sinistra

Zio Francesco

e

Papà Ciro

 

in canotta bianca,

i 4 fratelli, davanti al panificio

da sinistra

Francesco, Ciro, Antonio e Andrea

Ciro impegnato nella consegna del pane alle botteghe.

 

la tipica forma di pane a tarallo da un kg.

le ultime quattro foto sono della fine anni ‘50 e inizio anni ‘60

Nell'estate successiva, Papà Ciro, con il sostegno dell'altro figlio Francesco,  tenta l'avventura, che non si rivelerà del tutto positiva, di un panificio estivo sul litorale della marina di Ostuni.

Sarà dopo quattro anni dalla chiusura, nel 1994, che una nuova "allegra brigata" (papà Ciro, mamma Antonia, con Enrico, il più piccolo dei figli, e i  collaboratori di sempre) riavvia l’attività in Cisternino, insediando il nuovo impianto (ironia del destino!) nei pressi del vecchio forno di "Don Ciccio".

E il Panificio Palumbo riprende con rinnovate energie la sua attività. Le cose vanno così bene che si richiede l'aiuto dei fratelli Teo e Michele per l’azienda di famiglia.

Ma, ancora una volta, la storia si ripete e il proprietario dei locali chiede di rientrare in possesso  degli stessi.

Altro peregrinare del Panificio che, nel frattempo, grazie alle politiche aziendali e soprattutto alla qualità dei prodotti, ha reso significativa la propria presenza sul territorio.

Si ritorna, comunque, al centro del paese, in quella via Roma dove, per 40 anni, si era affermata la prima e la seconda generazione dei Palumbo. Questa volta, l’azienda si dota di un nuovo e moderno impianto, volendo garantire i requisiti massimi di igiene e sicurezza sul lavoro.

Ora è la terza generazione dei Palumbo che, con Enrico e Michele, avvalendosi ancora della preziosa collaborazione di papà Ciro e mamma Antonia, sulla base dello stesso entusiasmo di sempre,  guarda al futuro fiduciosa nel riconoscimento dell’impegno concreto con cui la famiglia, oggi come in passato, affronta il suo ruolo al servizio della collettività e del territorio.

Mi scuso per essermi dilungato a narrare questa incredibile storia chiamata

"PANIFICIO PALUMBO".

UN RINGRAZIAMENTO AI MIEI GENITORI, AI MIEI NONNI, AI MIEI ZII E A TUTTI QUELLI CHE NEL CORSO DEGLI ANNI HANNO CONTRIBUITO A  RENDERE VIVA QUESTA STORIA.......

Con affetto,          Enrico

Sede del panificio Palumbo dal 1994 al 2002.

 

la sera dell’inaugurazione il 4 giugno 1994

Due immagini dell’attuale PANIFICIO PALUMBO